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La Parrocchia

PARROCCHIAAttualmente misura: lunghezza dell’interno, m. 19; larghezza, con i cappelloni laterali, m. 18,50; dall’altare della Madonna a quello del Suffragio, m. 12,50. Altezza, m. 11. Il campanile è alto, m. 25 e spicca molto bene sulle case del paese.

L’interno è di stile barocco.

Dov’era la Chiesa più antica di Torre? Non lo sappiamo.

Sembra che dovesse trovarsi in un luogo diverso dell’attuale, anche se molto vicino ad esso, come si può dedurre da una relazione del 1718 sullo stato dei beni dei Corpi Ecclesiastici, dove si elencano: campo, orto, giardino, peschiera, ove resta situata la casa e cascina d’essa Parrocchiale et era fondata la vecchia Parrocchiale, escluso il cimitero e il sito della nuova Parrocchiale: g.te 1,25.
Questo fu scritto 8 anni dopo l’inaugurazione della nuova Chiesa Parrocchiale, quando cioè il 23 ottobre 1710 il Prevosto vi trasportò il SS.mo dalla Cappella di S. Rocco (dov’era conservato provvisoriamente) con solenne accompagnamento dei membri dell’ Amministrazione Comunale, del Castellano e agenti del Conte che tenevano in mano le torce accese.
Restava ancora da ricostruire il campanile che minacciava rovina e si trovava dalla parte opposta dell’attuale, cioè verso la Casa Comunale. Se ne parlò nel 1722 e s’incaricò per il disegno il capomastro Costa Giovanni, di Moretta. Per coprire la spesa relativa si vendette, dalle parti di Bussino, un bosco detto della Cottelina, di giornate 4 e tavole 25. I lavori furono messi all’appalto sulla base di L. 1.800 e aggiudicati a Francesco Antonio Campra di Villafranca e Carlo Antonio Mansuino di Villanova Solaro che si offrirono di compiere l’opera per L. 1.299.

Condizioni: fondamenta sino a piedi 6 e tutto in pieno, salvo un piccolo occhio in mezzo (in seguito furono portate a piedi 10 con aumento di L. 116) muri di oncie 18 fino a tre trabucchi; 15 per altri tre e 12 per il rimanente, da farsi in vicinanza della Chiesa, ma non unita ad essa: a carico della Comunità restava la provvista della sabbia e del << boscame >>.

La sabbia venne prelevata in un primo tempo dall’orto parrocchiale, tenuto dal massaro poi dall’orto di certa Lucia Ved. Sorasa.

La calce fu acquistata da Antonio Roggero di Gambasca. I « coppi » costavano L. 25 il mille e i mattoni 12. Fin dall’inizio dei lavori si udiva una lagnanza: <<i muratori mettono troppa sabbia, l’impasto è magro>>; si fece venire da Savigliano un perito, il capomastro Tomaso Negro, che dava torto ai muratori, i quali cedevano la prosecuzione dei lavori a Gio. Costa e Battista Somaino di Moretta. La Croce con vela fu eseguita dal fabbro Guglielmo Garello di Moretta per L. 24, peso rubbi 2,5; il castello delle campane e le scale da Gio. Domenico Bertone. L’opera fu ultimata verso la fine del settembre 1724 con soddisfazione generale e una bella festa di Autorità e popolo. La chiesa fu dipinta una prima volta da Domenico Cattaneo nel 1829. E’ di questo tempo l’acquisto di un calice, turibolo, navicella, secchiolino e aspersorio in argento. La decorazione di tutta la chiesa fu affidata al Prof. Marco Guglielmo di Torino (L. 20.000). Le campane sono tre con le seguenti iscrizioni: sulla Maggiore « Roberto Mazzola fece, essendo Sindaco il Cav. Gullino Francesco, Prevosto D. Bonetto Benigno (porta i nomi dei Caduti di due guerre e dei dispersi) dedicata a Maria SS.ma Addolorata, Comune di Torre S. Giorgio, Anno Santo 1950 >>: Sulla Media: << 1926, Mazzola Achille, essendo Podestà Bonino Cav. Giorgio e II Prevosto Alberto Teol. Chiaffredo >>, vi è raffigurato S. Giorgio e incisi i nomi dei Caduti nella guerra 1915 - ’18. Sulla Piccola: << S. Georgii populus vici Turri aere suo fudit A. D. A 1926 >>, (fatta con le offerte della popolazione). Una notiziola ancora che riguarda l’orologio del campanile: in 200 anni fu sostituito quattro volte: 1736, 1784, 1874 e 1953.